Dettaglio della News

Comunicazione del CdA

|  Senza categoria

Nei giorni scorsi l’Associazione Italiana Organari è stata coinvolta in una polemica su un social network. Con questo comunicato il Consiglio di Amministrazione dell’AIO desidera chiarire la sua posizione riguardo alcune delle questioni sollevate dagli autori di tale polemica.

 

Nei commenti ad un post pubblicato su Facebook dalla ditta Allen nel quale si pubblicizzava il collocamento di un organo elettronico nella Basilica di San Pietro in Vaticano, l’Associazione Italiana Organari è stata chiamata in causa con l’accusa di tollerare situazioni ambigue e contrastanti con il proprio codice deontologico.

Poiché l’AIO è un’associazione di costruttori e restauratori di organi a canne, non possiamo non esprimere il più profondo rammarico per l’utilizzo in qualunque contesto, laico o religioso che sia, di qualsivoglia surrogato di organo, indipendentemente dalle motivazioni che conducono a tale scelta.

L’AIO, consapevole dell’attualità di questo tema, presta la massima attenzione ad ogni fenomeno che leda il primato dell’Organo (inteso come organo a canne) su ogni suo surrogato, così come ad ogni possibile ibridazione (ovvero l’impiego all’interno di un organo a canne di sistemi di generazione digitale del suono), con l’obiettivo di dotarsi, anche in questo ambito, di una specifica regolamentazione.

Poiché riteniamo che all’interno delle discussioni ora in atto sui social network siano state espresse anche posizioni rispettabili e condivisibili che meritano un approfondimento ed un confronto tutt’altro che polemico, cogliamo l’occasione per invitare ad un dialogo aperto e costruttivo coloro i quali, organari ed organisti, vorranno esprimere la loro opinione in sedi più opportune. A tale riguardo, il Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Italiana Organari è sempre felice di poter accogliere ogni nuovo apporto di idee e di energie che possa condurre ad una più forte azione di promozione dell’arte organaria.

Alcune affermazioni comparse all’interno delle recenti discussioni sui social network necessitano però di doverose precisazioni. In particolare dobbiamo smentire nettamente il signor Nicola Puccini quando questi asserisce di aver lasciato l’Associazione per discordanza d’idee. In realtà la ditta del signor Nicola Puccini è stata espulsa dall’Associazione, ai sensi dall’art. 9 dello statuto, per non aver osservato gli obblighi di cui all’art. 12 dello statuto stesso.

Per quanto attiene alle critiche mosse nei confronti della ditta SPRAE, associata all’AIO come ditta fornitrice, va rilevato che i Soci fornitori non devono rispondere né della costruzione né del restauro di strumenti. La responsabilità dell’installazione di manufatti elettronici di qualsiasi genere, come di qualsiasi altra componente meccanica o fonica, ricade sempre ed esclusivamente sulla ditta organaria che acquista ed utilizza tali prodotti.

I Soci fornitori sono stati ammessi all’interno dell’Associazione con il solo scopo di agevolare lo scambio di informazioni tra ditte fornitrici ed organari e consentire anche ai fornitori di usufruire di importanti occasioni di miglioramento, così come avviene  all’interno dell’ISO (International Society of Organbuilders), che annovera fra i suoi membri un altro Socio fornitore dell’AIO.

Per quanto concerne i commenti in merito alla posizione delle ditte Tamburini Digital e Comm. Giovanni Tamburini, solamente quest’ultima si trova all’interno dell’Associazione Italiana Organari, svolgendo essa l’attività di costruzione, restauro e manutenzione di organi a canne. Risulta pertanto evidente che i Soci dell’AIO devo rispondere del loro operato davanti al Consiglio di Amministrazione dell’Associazione limitatamente a ciò che essi svolgono nell’ambito dell’esercizio della loro attività di organari assoggettata alle regole dell’Associazione.

Solo all’interno di questo ambito il Consiglio di Amministrazione, qualora venga a conoscenza di comprovate violazioni delle norme dell’Associazione, procede con fermezza a stigmatizzare e sanzionare ogni comportamento scorretto.

Anche se ciò può apparire come un formalismo sterile, riteniamo importante sottolineare  che l’esistenza stessa di questa associazione costituisce una via, attualmente l’unica nel nostro paese, per promuovere un corretto svolgimento della nostra professione.

Desideriamo infine scusarci per la scarsa frequenza con la quale provvediamo ad aggiornare la pagina Facebook della nostra Associazione che, come rilevato correttamente dal signor Fratti, riporta notizie ormai “datate”. I nostri canali web sono utilizzati principalmente per comunicare notizie inerenti la vita associativa, che speriamo possano avere rilevanza all’esterno dell’AIO e la cui frequenza è piuttosto variabile, ma tendenzialmente tutt’altro che alta. Purtroppo la pagina è stata allestita solo da pochi mesi e non dà conto degli interessanti seminari, aperti talvolta anche ai non Soci, che si sono svolti negli ultimi anni. Ci impegneremo a colmare questa lacuna almeno per il futuro, pubblicando tempestivamente il calendario delle attività in programma per l’anno 2018, alle quali sono invitati tutti coloro che vogliono approfittare di queste occasioni di confronto e di  arricchimento culturale.

Questo è il contributo che, dall’interno dell’Associazione Italiana Organari, cerchiamo di dare all’ambiente dell’organaria italiana che, a parere nostro, beneficerebbe fortemente di un sano ed autentico spirito collaborativo fra tutti gli attori coinvolti, poiché, ne siamo convinti, solo attraverso una comune crescita si può provare ad assicurare un futuro alla nostra meravigliosa professione e all’organo stesso.

 

Non puoi aggiungere commenti a questo articolo.

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.